L’articolo offre una breve analisi delle conclusioni dell’Avvocato Generale Spielmann pubblicate lo scorso 18 dicembre nell’ambito del procedimento pendente dinnanzi alla Corte di Giustizia UE e delle possibili ricadute sulla disciplina della giustizia sportiva italiana che la decisione della Corte di Giustizia potrebbe comportare.
Il procedimento trae origine dai giudizi pendenti dinnanzi al TAR Lazio sulla base dei ricorsi degli ex dirigenti juventini volti a ottenere, inter alia, l’annullamento delle sanzioni per l’inibizione di 24 mesi irrogate dagli organi di giustizia sportiva nell’ambito del “caso plusvalenze”.
Dopo aver chiarito la portata non vincolante delle conclusioni dell’Avvocato
Generale nel procedimento in questione e, più in generale, il perimetro di questo giudizio, il contributo analizza i passaggi fondamentali delle considerazioni ivi contenute e delle due proposte di soluzione offerte alla Corte di Giustizia.
La prima soluzione riguarda, in un certo senso, il “merito” della tipologia di sanzione sportiva comminata, mentre la seconda considera il sistema della giustizia sportiva italiana che, nel caso di esercizio del potere sanzionatorio sportivo illegittimo, esclude un potere di annullamento in capo al giudice amministrativo, il quale può unicamente accordare un risarcimento del danno.
Le conclusioni dell’articolo evidenziano le due direzioni delle
conseguenze di sistema che potrebbero rendersi necessarie a seguito di una
sentenza della Corte di Giustizia che dovesse aderire alle soluzioni proposte
dall’Avvocato Generale.